14 Mag

Quando parliamo di Crisi Vasovagale nei giovani, in realtà, a cosa si fa riferimento più precisamente?

Innanzitutto c’è da dire che essa non colpisce solo i giovani pur essendo i soggetti più esposti e non va considerata come una vera e propria patologia vista la sua origine per lo più benigna, tuttavia può essere causa di situazioni disagevoli e invalidanti nelle sue manifestazioni, generando stati confusionali, giramenti di testa, nausea e, nelle situazioni più gravi, perdita di coscienza; nell’ambito di un quadro simile, l’aspetto più rilevante sul quale porre l’attenzione resta comunque l’eventuale trauma contusivo che potrebbe generarsi nell’ipotetica e improvvisa caduta a terra.

Detto questo e laddove correttamente diagnosticata, la Crisi Vasovagale non è da considerarsi come una vera e propria patologia, come già evidenziato, essa ha un’eziologia multiforme e variegata soprattutto negli adolescenti ed in modo particolare nel sesso femminile dove si manifesta con un momentaneo “errore” nel meccanismo di regolazione dell’attività del cuore da parte del Sistema Nervoso Simpatico nel senso che il muscolo cardiaco a causa di una condizione contingente dovuta, per esempio, ad un forte stress emotivo improvviso, eccessiva stanchezza o altro può andare in sofferenza e quindi a quel punto, subire una sorta di settaggio tramite il rallentamento del battito e la diminuzione della pressione arteriosa che, in correlazione tra loro, possono portare appunto ad una perdita di coscienza che però, in questo caso, è del tutto funzionale.

In sostanza, facendo una similitudine con l’automobile, potremmo dire che il cuore e tutto il sistema cardiocircolatorio vengono messi in protezione come la macchina in panne viene messa in sicurezza dalla centralina che va in Recovery e quindi ci permette di tornare a casa.

Nulla di preoccupante, dunque, l’unica cosa che mi sento di consigliare in questi casi ai miei ragazzi come a tutti noi è di non fare gli “eroi” e nel momento dell’arrivo di tali crisi, non potendole prevenire ma solo gestire, l’unica cosa da fare è quella di non restare in piedi a tutti i costi ma di sdraiarsi ovunque siamo e attendere un paio di minuti allorché tutto tornerà nella normalità.

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